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La serie FolGLOre (Globalised Folk) l’ho iniziata nel 2002, con un quadro su un Boe di Ottana, sulla cui maschera dipinsi il marchio dell’Adidas, anziché la tipica rosa della tradizione. Nel tempo è diventata una seria critica all’uso odierno, confuso, distorto, della tradizione sarda, a consumo unicamente del folclore e di quel turismo di basso profilo che ha fatto ormai il suo tempo: sfilate con improbabili costumi, maschere del carnevale in pieno agosto, maschere e costumi in azione negli aeroporti per presentare sagre e feste “antiche”: la morte della tradizione. Non manca molto affinché facciamo sponsorizzare le nostre feste più antiche dalle multinazionali… Con l’arte si può andare oltre questa visione e sfruttamento idiota del nostro passato. L’uso dello stile iperrealista, FOTOGRAFIE di una REALTA’ purtroppo già in atto!, vuole idealmente dissipare lo iato con l’irrealtà della SPONSOR appiccicato a mucadores, gabbanos e berrittas. Un divertimento puro per me, con forme e colori per una Pop-Art sarda…






