Bellezza non necessita perdono

Bellezza e mostruosità sono l’ossimoro che fa respirare il mondo. Ma alla lunga il brutto, che non possiamo non vedere, stanca. Spossa, Sfinisce. Perché se la vita è dolore e la sofferenza che ne consegue, il Bello traspare comunque e sempre da fessure e anfratti. Fuori da noi e dentro di noi, tutto può essere brutto e Bello, dipende da quando è nitida la visione interiore, pulito il nostro terzo occhio: è solo il mondo che si prepara alla prossima muta… Una poesia di Antonia come un gioiello d’argento perduto e ritrovato…

Bellezza non necessita perdono.
Quando la si incontra si coglie, si afferra
La si tiene piano, delicata e feroce,
narra storie di nuvole e d’ali
di anfratti e fessure
di giostre in volo.
è vertigine.
Ti da il passo ad imbandire meraviglia
su lastricati inavvicinabili e segreti
t’ingarbuglia di fili e menti…forse mente?
Saperla condivisa a lungo non consola.
Bellezza sguscia e si contorce,
preparandosi alla prossima muta.

API

 

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E ancora bruciano

Una poesia è una meditazione al termine di un viaggio: ti siedi per gustare ogni parola e ogni istante. Respirando con calma e comprendendo che tutto è Uno, oltre il concetto di Bene e Male. Poesia è così conoscersi per poi dimenticare se stessi. Roberto, monaco zen, dedica un’attenzione delicata al suo mondo interiore, che grazie al respiro guidato dei versi diviene il mondo di tutti.

Anch’io ho provato
a viaggiare coi miei bagagli 
di etere e conchiglie
 in cui risuonano vecchie e nuove falsità
ma altrove dimentico sempre l’essenziale
e mai hanno avuto il peso della tua valigia
di sisifo d’Africa
il biglietto per traversare le maree
che sorte credemmo 
fu il medesimo
non lo fu l’obolo con cui lo pagammo
a me fu chiesto di spalare astridi
e
spargerle in luogo di neve
a te sale d’occidente
da spargere sulle ferite del tuo popolo
e ancora bruciano
più della guerra dalle potenze armata
più della morte
 che simili più non ci riconosce

Viviamo lontani
 per morire ancora più lontani
coatti sempre
chi muore di Aids
chi di poesia
d’amore 
salviamoci almeno
dall’indifferenza

Roberto Concu, poesia da “Clandestini sempre

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Se un mattino d’estate una poesia…

Parole e gesti che nascono dal cuore pieno di Bellezza, di questo ha bisogno il mondo e l’umanità. Oltre tutto il dolore e la sofferenza, oltre la superbia di voler salvare il mondo: da cosa, se il problema siamo noi stessi? La poesia può salvare il mondo, perché carica di energia le nostre anime facendole andare oltre le risibili piccolezze di animali. Grazie a Raffaele per aver il coraggio di essere un poeta…

MATTINO D’ESTATE

Torvi
corvi
gracchiano in volo
neri
come raccatti di notte
come ombre in ritirata
Il mattino è dei passeri
che cinguettano a festa,
poi l’aria si riempie di rumore,
esplode la luce

Se si potesse vedere
la speranza sarebbe
un luminoso mattino

Raffaele Colomo (settembre 2011)

 

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