Nuvole, terra, linee nette di paesaggi. Panorami interiori. Riflessi, controluce, poesia dell’ordinario. E poi uno sguardo disincantato sui miti, le imprese effimere degli uomini. Dipingendo cerco di esorcizzare il tempo, di esprimere l’interiorità alla ricerca della natura originaria. Nudo, davanti alla tela bianca, inspiro ed espiro come un mantice che soffia la sua aria cosmica: infinite le possibilità. Se l’atto del dipingere è il karma (azione), ciò che nasce sulla tela è il vipaka (risultato). E quello che più importa allora è il gesto non il risultato. Così mi libero dalla necessità di concepire e dai condizionamenti della materia. Così l’arte è una via, non un mezzo.






