E ancora bruciano

Una poesia è una meditazione al termine di un viaggio: ti siedi per gustare ogni parola e ogni istante. Respirando con calma e comprendendo che tutto è Uno, oltre il concetto di Bene e Male. Poesia è così conoscersi per poi dimenticare se stessi. Roberto, monaco zen, dedica un’attenzione delicata al suo mondo interiore, che grazie al respiro guidato dei versi diviene il mondo di tutti.

Anch’io ho provato
a viaggiare coi miei bagagli 
di etere e conchiglie
 in cui risuonano vecchie e nuove falsità
ma altrove dimentico sempre l’essenziale
e mai hanno avuto il peso della tua valigia
di sisifo d’Africa
il biglietto per traversare le maree
che sorte credemmo 
fu il medesimo
non lo fu l’obolo con cui lo pagammo
a me fu chiesto di spalare astridi
e
spargerle in luogo di neve
a te sale d’occidente
da spargere sulle ferite del tuo popolo
e ancora bruciano
più della guerra dalle potenze armata
più della morte
 che simili più non ci riconosce

Viviamo lontani
 per morire ancora più lontani
coatti sempre
chi muore di Aids
chi di poesia
d’amore 
salviamoci almeno
dall’indifferenza

Roberto Concu, poesia da “Clandestini sempre

Questa voce è stata pubblicata in POESIA. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>